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A song to say Goodbye
A Song To Say Goodbye Tu sei uno degli errori di Dio tu, piangente tragico spreco di pelle sono ben consapevole di quanto faccia male oh,Dio tu eri il figlio di madre natura ---------------------------------------------------- (Placebo) HappinessLo devo dire.
Sì, lo devo dire.
Quindi lo dico. ^^
Ma partiamo dal principio.
Ultimamente,guardandomi intorno in questo universo a parte detto "dei giovani" ( sì,lo so,parlo come una vecchia) ho notato un enorme numero di persone DePreSsE.
![]() E fin qui va bene.
Capitano a tutti le giornate no.
E anche le settimane no.
E i mesi no.
....
E poi Basta Ragazzi !
Basta!
La depressione NeRa non ha mai aiutato Nessuno.
Nemmeno quelli che ne avevano ben donde di essere depressi.
Quindi figuriamoci quelli che stanno bene.
Insomma: abbiamo 16 anni, siamo giovani, siamo vivi.
Abbiamo una casa, andiamo a scuola, abbiamo una famiglia. Amici. Persone che ci vogliono bene.
Non è possibile che tutti ci odino.
A volte può sembrarlo, per carità, ma ci sarà sempre qualcuno disposto ad ascoltarci.
E un Cuore infranto può sempre essere Risanato.
![]() Anche se sembra impossibile.
Ma farci del male, urlare,piangere,non cambierà la situazione.
Può essere una buona fonte di sfogo, certo.
Per qualche ora.
Per qualche giorno.
Ma non per la vita.
"La Fortuna aiuta gli Audaci", diceva una certa personaconilnomecheiniziaperCeefinisceconCilia ( che si è ispirata a un certo Alessandro ;P).
![]() Arrendersi non risolverà assolutamente NULLA.
Siate audaci,rischiate, e se va male...RIPROVATE. Lo so che la predica viene dal pulpito sbagliato.
Io spesso sono la prima a stare male. Sono io quella troppo timida per tentare alcunchè e quella troppo sognatrice.
Ma cadendo spesso si impara a camminare. E se la società,così corrotta,così oppressiva,così malata vi imprigiona...
Beh,provate a volar via.
TUTTO può Cambiare se si ha la volontà di farlo.
Solo questo.
Sorridete.
Perchè SIAMO.
Perchè ABBIAMO.
Una casa.
Una famiglia.
Deglia amici.
Del cibo.
Un letto.
Una scuola ( sì, anche quella).
Salute.
Dei sogni.
Delle speranze.
Delle possibilità.
Amore.
Vita.
E se non ce ne rendiamo conto siamo soltanto degli stolti.
Più poveri di chi in mezzo al dolore riesce a SORRIDERE.
Pensi ancora che dovresti piangere?
Un albero che vacilla non può essere sorretto da uno che si butta per terra.
Perchè POSSIAMO salvare il Mondo.
HaPpInEsSSfogoOk...
So già che probabilmente, a meno che non me lo dimentichi, cancellerò questo intervento entro domani sera.
E' solo uno sfogo.
E visto che non posso picchiare nessuno (come se ne fossi capace...) e il miop diario è sparito, beh, sti cazzi, mi sfogo col blog.
Sono così STUPIDA.
E cattiva.
E invidiosa.
Oh, voi non lo sapete,non lo sapete.
Vedeto solo una sciocca ragazzina,odiosa,petulante,timida,bruttina e ansiosa, solo una logorroica romantica.
Si,è vero.
Sbavo sulle immagini dei pairing più assurdi.
Mi prendo cotte per CARTONI ANIMATI e altri oggetti della mia fantasia malata.
Guardo i disegni e SOSPIRO.
Guardo questo stupido soffitto con aria SOGNANTE.
Sì.
Voglio amore.
Ma non solo quello.
Voglio passione.
Voglio DOLORE.
Voglio soffrire,combattere,VIVERE per amore.
Eppure parlo,parlo,parlo....
Balbetto...
SCAPPO.
Non so come comportarmi con i ragazzi.
NON sono attratti da me.
" A quindici anni guardi solo l'aspetto fisico"
Mi hanno detto.
Ah,sì, spiega tutto.
Chi la può mai volere una che non è mai abbastanza MAGRA, che non è abbastanza CARINA, che non è abbastanza TROIA?
No.
ù
Io sono TIMIDA.
Sono STUPIDA.
Sono una SFIGATA.
C'è chi nella vita nasce per essere protagonista.
Chi per fare contorno.
E chi per raccontare storie.
Infatti,io non esisto.
Non è mio questo corpo.
Non è mio questo carattere.
Non è mio questo mondo.
Perchè sono SCHIZOFRENICA.
No,dentro no,non sono quella sfigata caramellosa.
No.
Sono un altra.
Sono forte. Sicura di me.
O si,fottutamente sicura di me.
Non mi atteggio da BAMBINA ma da DONNA.
Sono un vulcano di RABBIA e EMOZIONI.
Sono CATTIVA.
Perchè quando vedo le coppiette, o anche solo quelle TROIE che si vedono in giro io le INVIDIO.
Perchè loro AMANO e io NO.
Hanno CALORE,calore VERO.
Anche solo per una notte, anche nel bagno di quelche bar o in macchina, anche senza sapere i rispettivi nomi.
Per quel tempo,breve o lungo che sia, sono una cosa sola.
PASSIONE allo stato puro.
Perchè loro non vivono in uno stupido SOGNO.
Scrivo bene. Ho una fantasia ESAGERATA.
Sono schiava del mio stesso dono.
Non posso fare a meno di CREARE.
Qualsiasi cosa.
Io vivo per le STORIE.
In qualsiasi forma.
Libri ,videogame,canzoni. ricordi.
Ne ho bisogno, sono la mia acqua, le mie catene.
Se si rompessero cadrei nel vuoto.
Ma finchè non mi spunteranno (se lo faranno) quelle cazzo di ali, non potrò che stare a guardare.
Io VOGLIO volare.
Spingetemi.
Lasciatemi cadere.
Fatemi spurtare fuori tutto il veleno che ho dentro.
Fatemi picchiare a sangue tutti quegli stronzi che da secoli mi ripetono che sono BRUTTA.
Fatemi SFOTTERE con un ghigno di superiorità tutti quegli stronzi che si ritengono meglio di me.
Fatemi smettere di ABBOZZARE.
DATEMI QUELLA CAZZO DI FORZA PER ESSERE CATTIVA!
Voglio liberare quest'oscurità che da sempre convive con me e sta a guardare.
Farla PREVALERE su questa sciocca preoccupazione per gli altri, sul terrore di ferire, sul soffrire da deficiente sul mondo intero.
Sono STUPIDA.
Sono BRUTTA.
Sono DIVERSA.
Da cosa? Dai protagonisti. Da quelle persone che ti sembrano così perfette...
Sono STUFA di guardare.
Sono STUFA di invidiare.
Sono STUFA di essere felice per gli altri.
Voglio esserlo anche per me stessa.
Voglio essere BELLA e SEXY.
Sì.
Voglio TIRARMELA.
Tutti hanno ombra e luce nell'anima.
Non me ne frega nulla di quale prevarrà.
Voglio solo UNA COSA:
ESSERE LIBERA
Lo voglio con tutta me stessa.
Buona o cattiva che sia.
Vorrei VIVERE la mia STORIA...
Ok,ora vado a letto e cercherò di dormire una buona volta.
Filosofia RealeIl professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un
grosso vasetto di marmellata vuoto e cominciò a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di piselli. li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la versò dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempì ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno. Allora il professore tirò fuori, da sotto la scrivania, 2 lattine di birra e le versò completamente dentro il vasetto, inzuppando la sabbia. Gli studenti risero. "Ora" -disse il professore non appena svanirono le risate- "Voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita. I sassi sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri amici, la vostra salute, i vostri figli, le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: il vostro lavoro, la vostra casa, la vostra auto. La sabbia è tutto il resto... le piccole cose". "Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia" -continuò il professore- non ci sarebbe spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima, le cose che veramente contano. Fissate le vostre priorità... il resto è solo sabbia". Una studentessa allora alzò la mano e chiese al professore cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise: "Sono contento che me l'abbia chiesto. Era giusto per dimostrarvi che non importa quanto piena possa essere la vostra vita, perchè c'è sempre spazio per un paio di birre". ________________________________________________________- Me l'hanno mandata per e-mail. E cacchio,quanto è vera!!
La ballata di Mary la Matta
Mary La Matta
La chiamavano Mary la matta Ma era solo una sciocca bugia il suo nome non era Mary Ma era avvolta nella follia. Quando di notte urlava nel sonno Quando di giorno piangeva a dirotto Diceva la gente con malcelata rudezza "Povera Anna, povero Otto hanno per figlia Mary la pazza. Oh santo Cielo , povere anime," E la guardavano Seduta per terra in mezzo alle lacrime La guardavano con saccente disprezzo mentre nascondevano del sangue l'olezzo. La chiamavano Mary la matta Piccolo fiore di sempreverde innocenza le sue ali spaccate distrutte dalla perbenista indifferenza Quando di notte urlava nel sonno quando di giorno piangeva a dirotto la gente passava pestando cattiva la vesticciola ancora estiva lanciandole occhiate di indignato furore Sferravano calci a Mary la matta che li guardava con insanguinato candore Scappavano via da Mary la matta che mostrava il nero abisso del loro cuore Un giorno sotto una pioggia di crudele e distratta piangeva su un ponte Mary la matta Era bagnata Mary la Matta Era sola Mary la matta Era ferita Mary la matta Stava morendo Mary la matta E nessuno se ne curava Restava sola quell'eterna bambina Sotto una pioggia di cieco dolore Ma C'era un uomo caduto in rovina che viveva sotto quel ponte di gelido amore. Era un uomo che dopo tanti errori Non aveva mai dimenticato i suoi due amori. Che gli impedivano di saltare di sotto da quel ponte macchiato di rosso
Quando di notte piangeva distrutto quando di giorno beveva liquore le gente diceva: " E' Ben il barbone,il disgraziato Macchia sudicia sulla faccia del comitato" E squadravano Ben il Barbone con occhi colmi di saccente disprezzo nascondendo le mani sudate che l'avevano spinto giù dal burrone. C'era un uomo caduto in disgrazia che si avvicinò a Mary la pazza. "Cosa hai mio giovane fiore su dai spiegami il tuo dolore" E alzò gli occhi Mary la matta resi ciechi dal troppo soffrire. "Di tutte queste brave persone vedo le anime avvizzire vedo il loro abisso di perdizione. Piango per questa confusione " E l'uomo caduto in disgrazia che viveva in uno scatolone abbracciò Mary la pazza Che smise di urlare la sua disperazione. E così morì Mary la matta tra le braccia di uno sconosciuto che mentre la gente passava distratta non seppe proprio a chi chiedere aiuto. Nessuno notava Ben il barbone che piangeva stringendo il corpo di una ragazza senza nome.
L'ho scritta durante l'ora di inglese. In origine l'avevo chiamata "Catrina la matta", ma poi ho dovuto cambiare per una questione di metrica. E' la prima volta che provo a scrivere una sottospecie di Ballata, quindi fa piuttosto pena. Vabbè... spero che almeno a qualcuno sia piaciuta.
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